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Un ponte che ha tenuto: il percorso di Data For Social Good, dall'inizio alla fine

Notizie Data pubblicazione: 09-09-2026

Un ponte che ha tenuto: il percorso di Data For Social Good, dall'inizio alla fine  

Notizia

Ci sono progetti che si misurano in ore di formazione, e progetti che si misurano in relazioni costruite. Data For Social Good, per noi, è stato entrambe le cose insieme.

Per questo, prima di chiudere questo capitolo, sentiamo il bisogno di fermarci un momento e ripercorrere la strada fatta — non come un bilancio tecnico, ma come un grazie a tutte le persone e le organizzazioni che l'hanno attraversata con noi.

Un'architettura pensata per durare

Il progetto, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale, è nato per accompagnare il mondo dei servizi sociali in un percorso strutturato di trasformazione digitale. In quindici mesi abbiamo coinvolto una rete ampia di organizzazioni e partner distribuiti su più territori, raggiungendo oltre mille beneficiari tra operatori, manager, dirigenti e Agenti di Empowerment Digitale. Al centro, quattro pilastri — gestione dei dati, piattaforme digitali, comunicazione digitale e intelligenza artificiale — pensati non come strumenti a sé stanti, ma come un approccio culturale: il dato come risorsa per decidere meglio e generare più impatto sociale.

Tre percorsi, un solo obiettivo: rendere il digitale parte del lavoro quotidiano

Abbiamo costruito la formazione su tre livelli, ciascuno pensato per un ruolo diverso all'interno delle organizzazioni. Agli operatori abbiamo dedicato un percorso di alfabetizzazione digitale, comunicazione online e sicurezza dei dati, con l'obiettivo di rendere il digitale parte integrante del lavoro di ogni giorno. A quadri e manager abbiamo proposto un salto verso un uso più strategico di dati e tecnologie, tra intelligenza artificiale, automazione e leadership digitale, con project work concreti sui propri contesti organizzativi. Ai dirigenti, infine, abbiamo affidato la dimensione più ampia della trasformazione: governance digitale, etica delle tecnologie e capacità di orientare strategie e investimenti.

Gli Agenti di Empowerment Digitale: le persone-ponte del progetto

Se c'è un'azione che racconta bene lo spirito di Data For Social Good, è la formazione dei 42 Agenti di Empowerment Digitale, curata da ARTES LAB APS attraverso 6 edizioni e 144 ore di docenza complessive. Persone pensate per fare da collegamento tra la formazione ricevuta e il cambiamento reale nelle proprie organizzazioni — un ruolo che, come vedremo più avanti, si è rivelato tra i più efficaci dell'intero percorso.

Le competenze trasversali, l'altra metà dell'innovazione

Abbiamo dedicato un'intera area alle soft skills digitali, coinvolgendo 56 beneficiari per 162 ore di formazione su tre moduli — dagli Agenti di Empowerment alla collaborazione digitale, fino ad adattabilità e resilienza. Perché la trasformazione digitale non è mai solo una questione di strumenti: richiede pensiero critico, collaborazione virtuale, empatia digitale. Competenze umane, prima ancora che tecniche.

Misurare per crescere: la piattaforma DigComp 2.2

Per dare consistenza a tutto questo percorso, ci siamo dotati di una piattaforma tecnologica dedicata alla valutazione delle competenze secondo il framework europeo DigComp 2.2, con un assessment finale di 50 domande distribuite sulle 5 aree di competenza del framework. Uno strumento pensato non per giudicare, ma per restituire ai partecipanti una fotografia onesta del proprio livello raggiunto — e per aprire la strada a percorsi di certificazione futuri.

Un sito come casa comune

A tenere insieme tutti questi fili è stato il sito dataforsocialgood.it, realizzato con HYDRA Administrator, la piattaforma sviluppata da Plastic Jumper per le realtà del Terzo Settore. Non solo una vetrina, ma un luogo dove la rete di partner e beneficiari ha potuto orientarsi, aggiornarsi, connettersi — un archivio vivo che ha documentato passo dopo passo l'intero percorso.

Cosa ci lascia questo percorso

La valutazione finale, curata da VoisLab (spin-off dell'Università di Pisa), ha misurato l'impatto reale del percorso su 25 imprese sociali in 9 regioni italiane, raccogliendo 53 questionari e 91 racconti di cambiamento. Il dato che ci ha colpito di più riguarda proprio gli Agenti di Empowerment Digitale: il loro indice di cambiamento è il più alto tra i gruppi coinvolti, e il loro contributo allo stimolo della partecipazione è il valore più elevato dell'intera valutazione. Segno che investire in figure-ponte interne alle organizzazioni produce un effetto che dura nel tempo. Tra le sorprese, anche l'intelligenza artificiale generativa, comparsa in 23 dei 91 racconti raccolti pur non essendo tra gli obiettivi di partenza — un cambiamento che il progetto ha saputo intercettare mentre accadeva. Nel complesso, il giudizio medio dei partecipanti sul cambiamento prodotto è stato di 3,79 su 6, con la consapevolezza diffusa che, senza questo percorso, molti di quei risultati non sarebbero arrivati.

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